nuovo appuntamento con il gruppo di lettura del Polo bibliotecario feltrino.
A marzo parliamo di Martin eden di jack london
VENERDÌ 13 MARZO 2026, ORE 16:00
MARTIN EDEN
Scritto da Jack London nel 1909, all’età di 33 anni, MARTIN EDEN è allo stesso tempo un romanzo di formazione, una storia d’amore e una fotografia politica e sociale degli Stati Uniti di inizio Novecento. Largamente autobiografico, “Martin Eden” riflette l’inquietudine di London e la sua vita stravagante e avventurosa.
Martin Eden, un giovane marinaio americano di Oackland, salva la vita a un ragazzotto della buona borghesia di San Francisco, Arthur Morse. Per ringraziarlo, questi lo presenta alla famiglia e alla sorella, Ruth. Tra questa e il giovane marinaio scatta subito un’attrazione vitale, ostacolata però dalle differenze di classe e quindi dalla prevedibile resistenza della famiglia di lei. Affascinato dal mondo borghese, con salotti colmi di libri e fanciulle eteree oltre che dalla passione per lei Martin decide di affinare la propria cultura. Da giovinastro un po’ rozzo, in anni di studio forsennato, si trasforma alla fine in scrittore: dopo un inizio puntellato di rifiuti (tra cui l’abbandono di lei), improvvisamente gli arride la fama. Il suo saggio filosofico, “La vergogna del sole”, gli apre le porte dei circoli più esclusivi di San Francisco. Tutti si contendono la sua presenza. Anche Ruth decide di tornare sui suoi passi. Ma la fama si rivelerà effimera, costellata dal conflitto tra le sue origini modeste e una cultura che comunque gli è estranea. I propositi di riscatto sociale e l’inclinazione per i miti borghesi del successo e della ricchezza si dilegueranno di fronte alla consapevolezza di una inevitabile alienazione.
JACK LONDON
Pseudonimo del romanziere statunitense John Griffith London (San Francisco 1876 – Glen Ellen, California, 1916). Dopo una giovinezza scapigliata e priva di un’educazione regolare, l’esperienza dell’imbarco per il Mare Artico, la scoperta del socialismo e del proprio entusiasmo per la letteratura, l’apprendista scrittore iniziò a pubblicare i suoi racconti sull’Atlantic Monthly negli ultimi anni del secolo. Al 1902 risale il primo romanzo, La figlia delle nevi, seguito da Il richiamo della foresta (1903), suo primo grande successo, legato alla suggestiva figura del cane da slitta Buck e alle sue avventure nei ghiacci del Klondike. In brevissimo tempo L. raggiunse un’enorme popolarità sia con i romanzi d’avventura (tra i quali Il lupo dei mari, 1904; La sfida (The game), 1905; Zanna bianca, 1906), tutti incentrati su una visione fortemente influenzata dal darwinismo, sia con opere di carattere saggistico che uniscono al marcato impegno politico una prosa talvolta scomposta, ma sempre di grande capacità evocativa (Il popolo degli abissi, 1903; Guerra di classe, 1905; Il tallone di ferro. Romanzo di previsione sociale, 1908). Accanto a Martin Eden (1909), storia a sfondo autobiografico sul suo apprendistato letterario, vanno ricordati La valle della luna. Romanzo californiano (1912), John Barleycorn. Memorie alcoliche oppure Ricordi di un bevitore (1913), sorta di memoriale sugli effetti dell’alcol, e il suo ultimo romanzo, Il vagabondo delle stelle (1915).
Fonte: Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani
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📅 Venerdì 6 febbraio 2026, ore 16:00
📍 Polo Bibliotecario Feltrino
L’incontro sarà moderato dalla dott.ssa Vera Salton.
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