Venerdì 6 febbraio 2026 GRUPPO DI LETTURA

Gruppo lettura febbraio

AL POLO BIBLIOTECARIO FELTRINO

VENERDÌ 6 FEBBRAIO 2026, ORE 16:00

ACCABADORA

La Sardegna degli anni Cinquanta è un mondo antico sull’orlo del precipizio, ha le sue regole e i suoi divieti, una lingua atavica e taciti patti condivisi. La comunità è come un organismo, conosce le proprie esigenze per istinto e senza troppe parole sa come affrontarle. 

Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno.

Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come “l’ultima”. Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. “Tutt’a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili’e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia”.

Eppure c’è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c’è un’aura misteriosa che l’accompagna, insieme a quell’ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte.

Acabar, in spagnolo, significa finire. E in sardo accabadora è colei che finisce. Agli occhi della comunità il suo non è il gesto di un’assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. È lei l’ultima madre.

 

Michela Murgia, con una lingua scabra e poetica insieme, usa tutta la forza della letteratura per affrontare un tema così complesso senza semplificarlo. E trova le parole per interrogare il nostro mondo mentre racconta di quell’universo lontano e del suo equilibrio segreto e sostanziale, dove le domande avevano risposte chiare come le tessere di un abbecedario, l’alfabeto elementare di «quando gli oggetti e il loro nome erano misteri non ancora separati dalla violenza sottile dell’analisi logica».

MICHELA MURGIA

Scrittrice, drammaturga, intellettuale, attivista politica (Cabras, Oristano, 1972 – Roma 2023).

La vita nella famiglia d’origine è resa difficile dalla presenza di un padre autoritario e violento, da cui deve allontanarsi adolescente mantenendosi agli studi. Dopo il diploma tecnico-commerciale frequenta l’Istituto di scienze religiose della diocesi di Oristano, senza sostenere la tesi per la necessità di sopperire al proprio mantenimento. Per alcuni anni lavora come insegnante precaria di religione nelle scuole (1993-99). Nello stesso periodo riveste il ruolo di referente del gruppo giovani di Azione cattolica della Sardegna e scrive uno spettacolo teatrale, rappresentato nel 2004 a Loreto alla presenza di Giovanni Paolo II. 

Dal 2000 al 2004 è funzionaria amministrativa di una centrale termoelettrica, da cui si licenzia per testimoniare sui danni ambientali provocati dall’azienda. In quegli stessi anni frequenta la piattaforma di ambientazione tolkieniana ExtremeLot, uno dei primi play by chat italiani, in cui la qualità della sua scrittura attira l’attenzione della comunità virtuale: lei stessa sosterrà di essere divenuta scrittrice attraverso le acrobazie della narrazione di gioco.

Nel 2005 inizia a lavorare in una delle ‘fabbriche’ del nuovo millennio, il call center della Kirby Company, dove individua rapidamente gli schemi manipolatori del managerismo statunitense. Apre un blog anonimo, Il mondo deve sapere, nel quale, in anticipo sui tempi, denuncia gli orizzonti infernali del lavoro precario. Nel 2006 Massimo Coppola, alla ricerca di storie su un sommerso allora ignorato, si imbatte nel suo blog e le propone di trarne un libro per ISBN. Il romanzo e il successvo film con la regia di Paolo Virzì, “Tutta la vita davanti” (2008), di cui Michela Murgia è co-sceneggiatrice con Virzì e Francesco Bruni, riscuotono grande successo.

Nel frattempo apre un secondo blog, “ll mio Sinis”, con cui approda al racconto etnoantropologico della sua terra (Viaggio in Sardegna, 2008), che raggiunge maturità letteraria con il romanzo Accabadora (2009), in cui, accanto ai temi deleddiani del femminile negato e della superstiziosa resa al fato, ne affiorano di propriamente murgiani, quali la preminenza della filiazione non biologica, l’eutanasia e il fine vita, che la portano a sostenere le battaglie di Marco Cappato e dell’Associazione Luca Coscioni. Il romanzo, da cui sono stati tratti nel 2015 un film per la regia di Enrico Pau e nel 2019 una pièce teatrale a firma di Carlotta Corradi, riceve consacrazione con i premi Campiello (2010), Dessì (2009) e Super Mondello (2010).

Il primo decennio del 21° secolo è speso nella ricerca di una via per l’indipendentismo sardo. Si reca in Catalogna, dove studia e prende contatti con l’indipendentismo locale, poi, nel 2014, si candida a governatrice, fondando la lista Sardegna possibile. La lista non supera lo sbarramento, ma ottiene 76.000 voti.

Il saggio Ave Mary (2011) inaugura lo sforzo ermeneutico di Murgia di conciliare il cristianesimo con il femminismo, che in God save the queer (2022) si allarga alla rivendicazione di un fondamento cristiano della famiglia queer, sulla base dei passi in cui Gesù esorta a superare i legami di sangue in favore di un apparentamento più ampio, nel comune progetto di salvezza cristiana (Lc 14,26; Mt 16,24-25). Sulla superiorità dei ‘legami d’anima’ – espressione tipica murgiana – rispetto a quelli parentali si concentrano i romanzi L’incontro (2012) e Chirú (2015), mentre in Futuro interiore (2016) Murgia torna a indagare il malessere della propria generazione.

Tra il 2016 e il 2017 tiene su RAI3 una rubrica di recensione libri all’interno della trasmissione “Quante storie” e conduce il talk culturale “Chakra”. Nel 2018 debutta come attrice teatrale nel ruolo di Grazia Deledda in “Quasi Grazia” di Marcello Fois e inaugura, con l’amica Chiara Tagliaferri, il fortunato podcast “Morgana”, che ha come oggetto storie liberanti di donne.

Nel 2018 pubblica il saggio L’inferno è una buona memoria. Visioni da «Le nebbie di Avalon» di Marion Zimmer Bradley e il pamphlet Istruzioni per diventare fascisti, tradotto in cinque lingue. Tra il 2019 e il 2020 conduce il programma radiofonico “TgZero” su Radio Capital. Nel gennaio 2021 subentra all’amico Roberto Saviano nella rubrica dell’Espresso fondata da Giorgio Bocca, che con lei cambia genere divenendo “L’antitaliana”. 

In questi anni Murgia diviene bersaglio sistematico di ogni istanza familista, antiabortista, antispecista, sessista, omotransessuofoba, nonché degli oppositori della GPA (gestazione per altri), dello schwa e della riforma sul fine vita. In risposta agli attacchi intensifica la propria militanza intellettuale, in particolare con Noi siamo tempesta. Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo (2019), che vince il premio Morante; la trilogia Morgana, tratta dal podcast omonimo e scritta in collaborazione con l’amica Tagliaferri, formata da Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe (2019), Morgana. L’uomo ricco sono io (2021) e Morgana. Il corpo della madre (postumo, 2024).  

Altri suoi libri sono Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più (2021), Tre ciotole (2023) e, postumi, Dare la vita (2024), Ricordatemi come vi pare (2024) e la raccolta di racconti Anna della pioggia (2025).

La gestione della grave neoplasia che la condurrà alla morte precoce viene trasformata da Murgia in testimonianza dei propri convincimenti sul fine vita e sulla preminenza della famiglia d’elezione.

Fonte: Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani

Com’è nato il libro che ha fatto conoscere Michela Murgia

di Giulio Silvano11 Agosto 2023

https://www.rivistastudio.com/michela-murgia/

 

Dalia Oggero, l’editor che lanciò Michela Murgia: “La prima pagina di ‘Accabadora’ scritta in treno”

L’affettuoso ricordo della storica editor Einaudi che scommise sul talento della scrittrice sarda

https://www.today.it/libri/dalia-oggero-editor-michela-murgia.html

Ti aspettiamo!

Potrai dialogare con altre persone che, come te, amano i libri e la lettura!

📅 Venerdì 6 febbraio 2026, ore 16:00

📍 Polo Bibliotecario Feltrino

L’incontro sarà moderato dalla dott.ssa Vera Salton.

Per ogni informazione contattare il Polo Bibliotecario Feltrino:

0439/885244 – biblioteca@comune.feltre.bl.it

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